venerdì, luglio 27, 2007

Esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni e alle compagne del cpo
Gramigna di Padova.
Lo sgombero di stamane del cpo Gramigna fa il paio con quello della
sede del Rdb di Vicenza dei giorni scorsi, con l'arresto di un
militante sindacale che ha resistito insieme agli altri lavoratori
allo sgombero. Ormai è chiaro che il ministro della repressione Amato
ha deciso fermamente di attaccare ogni forma di organizzazione e di
lotta proletaria che non si allinea alla cogestione delle politiche
antiproletarie dello stato da parte dei sindacati confederali, è
deciso a reprimere ogni forma di organizzazione e lotta che non si
integra con le logiche del mercato capitalistico. Il cpo Gramigna è un
esempio di organizzazione proletaria che lotta contro la
mercificazione del territorio, sempre presente nelle lotte per la
casa, sempre al fianco delle rivendicazioni dei lavoratori.
lo stabile secondo le notizie dei mass- media borghesi sarà restituito
a un istituto, che sicuramente non offrirà al quartiere e alla città
quello che hanno offerto finora chi è impegnato nelle lotte proletarie
sul territorio, e nella solidarietà con le lotte dei lavoratori.
Quello che offre lo stato borghese è ormai chiaro a tutti: tonnellate
di droghe per i giovani proletari, incentivi per la diffusione della
pedofilia, gli strupri per le donne, l'affamamento per migliaia di
lavoratori immigrati che sono arrivati in Italia con la prospettiva di
una vita migliore, insomma solo barbarie.
Gli sgomberi del Gramigna e della sede del Rdb di Vicenza vengono
attuati proprio alla vigilia dell'approvazione in parlamento
dell'ennesima riforma delle pensioni che sancisce l'innalzamento
dell'età pensionabile, come se non bastassero i 40 di sfruttamento che
ogni operaio e lavoratore deve subire nell'arco della propria vita
lavorativa.
Il centrosinistra che si sbandiera come governo amico dei lavoratori
ormai gioca a carte scoperte, si dimostra un governo antioperaio e
antipopolare, un governo che reprime chi vuole un mondo diverso da
quello basato sullo sfruttamento e sulle guerre.
Noi continueremo con forza ad affermare la giustezza delle lotte
proletarie e rivoluzionarie: quelle per i nostri diritti di proletari
e lavoratori, quelle per una società dove tutti possano usufruire
della ricchezza prodotta, dove i padroni non hanno più posto.

sosteniamo i compagni e le compagne del Gramigna!
giù le mani dalle lotte proletarie e rivoluzionarie!
estendere la solidarietà di classe e rivoluzionaria!

compagni/e contro la persecuzione
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sabato, luglio 07, 2007

Messaggio anonimo ricevuto dalla rivista "La Nemesi":

25.06.2007

Giugno 2007 - Da gennaio contro Zoolandia

Da quando e' stata lanciata la campagna contro la vendita di animali della catena emiliana di negozi Zoolandia molte cose sono cambiate.
L'intenzione e' sempre stata quella di creare il maggior danno e quanti piu' danni possibili per fermare la vendita di animali nonche' l'importazione di animali da paesi esotici o dall'Europa dell'est.
La rabbia e la determinazione che animano questa lotta stanno dando i primi risultati.
Con molta gioia comunichiamo la chiusura definitiva del negozio di via Da Torricella a Reggio Emilia.

Nei primi due mesi dell'anno abbiamo contato una media di un'azione diretta ogni 2 giorni. In seguito abbiamo preferito la "qualita'" rispetto alla quantita' per svariati motivi fra i quali la ricerca di un punto debole da attaccare.
Le costose telecamere installate in tutti i negozi non hanno fermato le azioni anche se molte di queste non sono state rivendicate.
Questa non e' una campagna partita a 1000 e destinata a spegnersi.

Ci e' gunta questa voce: "...le telecamere non li hanno fermati....avevano il volto coperto da passamontagna e hanno distrutto le vetrine con picconi e mazze... ogni volta il danno era di decine di migliaia di euro... con dei massi hanno piegato gli infissi delle vetrate antisfondamento... il tono delle scritte e delle lettere e' diventato col tempo sempre piu' minaccioso..."

Chiediamo a tutti di dare una spinta per la fine della vendita di animali nei negozi Zoolandia. Gli animali rinchiusi vi aspettano a: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, MOntecchio (RE), Carpi (MO) e Sassuolo (MO).

Ringraziamo di cuore chi ha dato il massimo da aprile e fara' il possibile in futuro per la liberazione animale.
Chi ha ben presente che gli animalisti devono liberare gli animali e non perdere tempo in cazzate tipo gli animalisti dovrebbero fumare o bere di piu' o di meno...
A chi c'e' sempre e non solo quando ha bisogno, a chi non ha mai girato le spalle e poi e' scappato...
A chi tiene duro e non si piega mai...
Dedichiamo ogni momento di felicita' agli animali che non siamo ancora riusciti a liberare ma che prima o poi tireremo fuori.

A.L.F. Ovunque / Siamo animali non compagni
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mercoledì, luglio 04, 2007




QUESTO "FESTIVAL" NON DEVE FARSI !!
sei diventata nera.com

MUOVIAMOCI, ATTIVIAMOCI

ANTIFA !!!!!


ciao a tutti
ricevo e inoltro con molto piacere.
questo il sito dell'iniziativa che i fasci vorrebbero organizzare a cagliari
sei diventata nera.com stranamente non mettono il posto i conigli.
è importante bloccare l'iniziativa di chiaro stampo neofascista.
ora e sempre resistenza.


Cari compagni
vengo a conoscenza di un'iniziativa neofascista in programma a
cagliari per il 4 di agosto. E' un concerto dal titolo "sei
diventata nera", e sul palco si alterneranno gruppi sardi e non (come il
milanese skoll, noto cantautore neonazista, che da anni calca i
palchi delle iniziative organizzate da fiamma tricolore o gruppi ad essa
contigui). L'evento è stato organizzato da Blocco Studentesco
Cagliari e Sardegna Skinheads, (www.sardegnaskinheads.com
http://web.tiscali.it/sardegnaskinheads/)
gruppi dei quali non ero a conoscienza, ma che pare risultino
piuttosto attivi. (Da quello che ho potuto capire è¨ una cosa
piuttosto grossa (è già pronto il manifesto, graficamente ben fatto e molto
esplicito - una donna con la pistola in mano e una celtica sulla
spalla - è già attivo un sito internet -
http://www.seidiventatanera.com - e già ad oggi si adoperano a
propagandare l'evento nei vari blog)
Chi pensava che la Sardegna fosse al riparo dai neofascismi deve
ricredersi. Da Forza Nuova a Fiamma Tricolore, sino ai vari
gruppuscoli più o meno istituzionalizzati il tentativo di costruirsi
un'agibilitòpolitica è¨ ormai palese. così¬ come è palese l'assenza
o l'irrilevanza di un serio discorso a riguardo da parte dei compagni
sardi.
Il quartiere, l'università , lo stadio o appunto la musica sono tutti
terreni dove i fascisti cercano di fare aggregazione, ed è¨ in
questicontesti che i compagni dovrebbero inserirsi maggiormente per
scardinare ogni tentativo delle nuove destre di riaffacciarsi.
Credo sia necessario innanzitutto iniziare immediatamente a muovere
qualsiasi meccanismo istituzionale atto a vietare il concerto.
Se questo non dovesse portare a nulla, sarà necessario aprire dei
momenti di dibattito atti a costruire una giornata di mobilitazione,
che abbia l'obiettivo di non permettere ai fascisti di essere
protagonisti, nemmeno per un giorno, della vita del nostro capoluogo.
I compagni sardi in continente stanno iniziando a parlarsi,i
prossimi passi saranno sentirsi tra le varie realtà sarde e iniziare a
discuterne.
Iniziamo a spargere la voce almeno in maniera informale,per poi
risentirci tutti con più¹ calma quando saremo liberi dagli impegni
universitari.
Un abbraccio a tutti i compagni...
Simone

NELLA MEMORIA L'ESEMPIO - NELLA LOTTA LA PRATICA
NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI!!!
postato da: sickpunx alle ore 15:41 | link | commenti
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martedì, luglio 03, 2007

sito molto interessante per saperne di più sull'AIDS e HIV:

http://www.ilvirusinventato.it/

dopo aver letto nella fanzines Cerchio A un articolo sull'AIDS ho deciso di cercare anche io le mie notizie. Questo mi è parso uno dei siti più interessanti, ma come questo, per fortuna, ne stanno nascendo anche molti altri. robi

Segnalo inoltre questo blog ( http://pandemia.blog.tiscali.it/ ) ricchissimo di utili informazioni per salerne di più...

postato da: sickpunx alle ore 11:50 | link | commenti
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lunedì, luglio 02, 2007

DAVIDE FABIO MARCO LIBERI! l'urgenza dell'antifascismo

Davide, Fabio e Marco sono agli arresti domiciliari da più di 15 giorni per aver partecipato ad una delle tante manifestazioni antifasciste che il movimento antagonista torinese oppone alle formazioni della destra in città. In questo caso quella che viene loro imputata è la partecipazione al presidio che impedì al Fuan di fare propaganda all’interno di Palazzo Nuovo, la sede delle facoltà umanistiche dell’università di Torino. La manifestazione, come tante altre volte serviva a negare gli spazi di agibilità politica alla destra, impedendogli di entrare all’università, andando a fare quello che le autorità accademiche e i gruppi della sinistra istituzionale di fatto favoriscono. E’ una pratica che portiamo avanti con metodo in città e pensiamo sia fondamento della cultura e della militanza antifascista. Anche in quell’occasione i camerati hanno dovuto escogitare un sistema per fare la comparsata, presentandosi prima dell’apertura dell’università accompagnati dalla polizia. Nonostante ciò un presidio di studenti antifascisti impedì loro la permanenza nell’atrio, scortati dalle forze dell’ordine sono usciti dalla sede come erano entrati. La questura però decise di contrastare l’iniziativa antifa, respingendo gli studenti con cariche che sono diventate storiche per la loro quasi unicità. Storiche perché forse non tutti sanno che le forze dell’ordine per entrare armate all’università devono avere un permesso dalle autorità accademiche, che oltretutto non ci fu. Quasi perché avvennero anche nel 1994 quando il solito movimento antagonista (incorreggibili!) impedì un convegno su Celine organizzato dalla destra radicale in un aula storica del movimento della Pantera.
Le forze dell’ordine quel giorno si esibirono in un uso della forza spregiudicato, caricando gli studenti dopo averne malmenati alcuni singolarmente, aggredendo anche due compagni dei Comunisti Italiani lasciandone uno a terra. Proseguì una caccia all’uomo e solo la ferma determinazione degli studenti impedì il proseguo dell’azione di polizia. Fin qui la cronaca della giornata con l’aggiunta di due denunce immediate per i compagni dei C.I. per resistenza, lesioni e violenza a pubblico ufficiale.
L’antifascismo è un termine molto usato dalla sinistra istituzionale per parlare della costituzione repubblicana, per ricordare la lotta di liberazione, per parlare di democrazia, ma in soldini viene usato per riempirsi la bocca di una gran bella parola. Perché ogni qualvolta che l’antifascismo diventa pratica effettiva, diviene militante e concreto, i “sinistri” si agitano, accusando le realtà che lo praticano di anti democrazia, di sopraffazione, di porsi fuori dal dialogo democratico e dalla civile convivenza. Poi se si esce dai binari della legalità, rivendicando e praticando il diritto alla resistenza non ne parliamo. Basti pensare che “UNI Libera”, l’associazione universitaria di Libera, l’associazione contro le mafie del Gruppo Abele, nello stesso pomeriggio aveva organizzato la presentazione delle liste universitarie con un democratico dibattito tra loro, la sinistra universitaria di “palazzo”, Comunione e Liberazione e i fascisti del Fuan. Non per dare un peso politico eccessivo a libera che non ce l’ha nell’università, ma è proprio questo che rappresenta il pensiero democratico e legalitario di questa sinistra, impegnata contro la mafie, paladina di una giustizia e di una legalità che stanno sempre e solo dalla parte dei poteri; convinta sostenitrice del dialogo tra realtà in comunicanti per scelta e natura.
Così, in questo contesto come molte altre volte va inserita l’iniziativa che ha portato agli arresti dei tre compagni, ad una sana pratica antifascista che solo gli antagonisti/e portano avanti, sobbarcandosi sulle spalle il peso dell’antifascismo nelle città. Eh si perché c’è anche questo da dire, gli antifascisti sono sempre in piazza per opporsi ad ogni forma di fascismo o intolleranza, i democratici non riescono neanche a scrivere un comunicato stampa che condanni le manifestazioni apertamente razziste e xenofobe. E la realtà odierna lo dimostra, la sicurezza nei quartieri e “bipartisan”, e molte volte è una gara tra le due fazioni su chi la intende più dura e intollerante. Nessuno prende in considerazione per scelta il terreno della sicurezza per quello che è, cioè un falso problema se così trattato. I quartieri con realtà sociali difficili, a volte anche invivibili non hanno bisogno di polizia o di giustizieri, hanno bisogno di servizi, di socialità, di basi e strumenti per riuscire a vivere in un modo diverso dal dover procacciarsi da che sopravvivere. Fermare quella guerra fra poveri che la micro illegalità produce è possibile solo con l’impegno, serio e concreto, e non con marcette o fiaccolate che ancora una volta aprono spazi alle destre. Le sfilate per la sicurezza a Torino infatti sono partecipate da opposti schieramenti di palazzo e sono divenute il lasciapassare per i fascisti di mettere fuori il naso dalle loro sedi e di sfoggiare tutto quel repertorio di razzismo e sfiga che in contesti come quelli trova persino consenso. Un consenso dato dalla sfiducia e dalla rabbia di cittadini esasperati e indirizzati come sempre contro il diverso, il vero problema!, dagli sceriffi del centro sinistra. Basti pensare che a Padova, Zanonato per combattere la criminalità ha sradicato tutte le panchine da un parco davanti all’università cittadina, estirpando il crimine!
E in questo contesto che è necessario l’antifascismo per impedire il proliferarsi di questa non cultura, per relegarla alla storia. Allo stesso tempo è necessaria quanto non mai una politica sociale e antistituzionale che sappia contrastare gli sceriffi del centro sinistra impegnati in una raccolta di consenso continua sulla pelle delle vittime delle loro politiche. E’ necessario investire sui valori antifascisti una volta in più di quanto non si faccia, perché non basta solo più contrastare le destre, serve impegnarsi per dare delle alternative ad una vita d’odio indirizzato su chi è messo peggio del cittadino modello. Serve immaginare altro, renderlo concreto, dare la possibilità a tutti non di cooperare contro falsi problemi, ma di contro cooperare ad un altro modo di vivere i quartieri e di indirizzare le responsabilità dei problemi sotto casa verso i veri responsabili che siedono in comode poltrone e non stanno agli angoli delle strade.
*********

Ultimi aggiornamenti:


AGGIORNAMENTO: Oggi, 28 giugno, si è svolta l'udienza del tribunale del riesame che dovrà decidere se mantenre o interrompere la misura cautelare degli arresti domiciliari per i compagni arrestati il 14 giugno scorso.
Per prima cosa uno degli arrestati ha letto una dichiarazione spontanea firmata da tutti e tre. In essa i compagni hanno affermato esplicitamente di esser stati a palazzo nuovo il 14 maggio per esprimere la loro adesione ai valori dell'antifascismo, che "devono avere piena cittadinanza all'interno dell'università, e ci danno ragione le centinaia di firme di studenti e docenti che chiedono la nostra immediata liberazione". In secondo luogo, gli arrestati hanno accusato la polizia di avere disperso il presidio antifascista con una carica priva di qualsiasi legittimità, e di essersi abbandonata ad azioni vergognose di violenza e a pestaggi nei confronti di studenti, studentesse e lavoratori inermi. Infine, hanno attaccato il pm Tatangelo, accusandolo di aver imbastito accuse destituite di ogni fondamento, e hanno qualificato come ingiusta la misura preventiva della loro detenzione.
Dopo gli arrestati ha preso la parola l'avvocato La Macchia, che ha smontato completamente le accuse rivolte dal pm e dal gip contro i compagni, mostrando anzitutto come i filmati della polizia restituiscano con evidenza l'attimo in cui i manganelli dei poliziotti si alzano e iniziano a colpire i manifestanti, ma come da esso non emergano elementi a carico dei tre indagati. Sono state rilevate dalla difesa anche palesi contraddizioni nelle dichiarazioni dei digos sul comportamento dei compagni.
Il Pm Tatangelo, durante la sua arringa, ha sostenuto l'importanza di prendere in considerazione non tanto i fatti occorsi il 14 maggio durante l'iniziativa antifascista svoltasi a Palazzo Nuovo, quanto piuttosto la pericolosità degli imputati. Tale pericolosità sarebbe aggravata dalla partecipazione degli indagati anche a manifestazioni contro il tav e contro il cpt di corso Brunelleschi a Torino. In sostanza, il pm spera di trovare nella corte del Tribunale della Libertà più un alleato politico che un collegio di giudici in quanto tale.
Davide, Fabio e Marco vengono indicati dal Pm come dei violenti, soggetti ad un forte pericolo di recidivanza, anche se tale recidivanza somiglia molto alla reiterazione di un reato politico di opinione, o all'appartenenza tout court alle aree antagoniste e all'Askatasuna. Tatangelo, infine, sostiene che la misura cautelare degli arresti domiciliari non vada affatto ad intaccare la loro vita privata, in quanto potranno continuare ad avere permessi per recarsi all'università, etc... Insomma, quasi quasi gli arrestati dovrebbero ringraziarlo!
Tutto ciò non fa altro che confermare la tesi che a essere messi sotto accusa non sono i fatti compiuti, ma la pratica quotidiana dell'antifascismo che Davide, Fabio e Marco, insieme a tutti noi, hanno sempre portato avanti.

Il tribunale del riesame ha 5 giorni a partire da oggi per emettere una sentenza.
Seguiranno aggiornamenti...

>>>>> Scarica in pdf l'articolo uscito su La Repubblica di venerdì 29 giugno
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sickpunx
venerdì, luglio 27, 2007

Esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni e alle compagne del cpo
Gramigna di Padova.
Lo sgombero di stamane del cpo Gramigna fa il paio con quello della
sede del Rdb di Vicenza dei giorni scorsi, con l'arresto di un
militante sindacale che ha resistito insieme agli altri lavoratori
allo sgombero. Ormai è chiaro che il ministro della repressione Amato
ha deciso fermamente di attaccare ogni forma di organizzazione e di
lotta proletaria che non si allinea alla cogestione delle politiche
antiproletarie dello stato da parte dei sindacati confederali, è
deciso a reprimere ogni forma di organizzazione e lotta che non si
integra con le logiche del mercato capitalistico. Il cpo Gramigna è un
esempio di organizzazione proletaria che lotta contro la
mercificazione del territorio, sempre presente nelle lotte per la
casa, sempre al fianco delle rivendicazioni dei lavoratori.
lo stabile secondo le notizie dei mass- media borghesi sarà restituito
a un istituto, che sicuramente non offrirà al quartiere e alla città
quello che hanno offerto finora chi è impegnato nelle lotte proletarie
sul territorio, e nella solidarietà con le lotte dei lavoratori.
Quello che offre lo stato borghese è ormai chiaro a tutti: tonnellate
di droghe per i giovani proletari, incentivi per la diffusione della
pedofilia, gli strupri per le donne, l'affamamento per migliaia di
lavoratori immigrati che sono arrivati in Italia con la prospettiva di
una vita migliore, insomma solo barbarie.
Gli sgomberi del Gramigna e della sede del Rdb di Vicenza vengono
attuati proprio alla vigilia dell'approvazione in parlamento
dell'ennesima riforma delle pensioni che sancisce l'innalzamento
dell'età pensionabile, come se non bastassero i 40 di sfruttamento che
ogni operaio e lavoratore deve subire nell'arco della propria vita
lavorativa.
Il centrosinistra che si sbandiera come governo amico dei lavoratori
ormai gioca a carte scoperte, si dimostra un governo antioperaio e
antipopolare, un governo che reprime chi vuole un mondo diverso da
quello basato sullo sfruttamento e sulle guerre.
Noi continueremo con forza ad affermare la giustezza delle lotte
proletarie e rivoluzionarie: quelle per i nostri diritti di proletari
e lavoratori, quelle per una società dove tutti possano usufruire
della ricchezza prodotta, dove i padroni non hanno più posto.

sosteniamo i compagni e le compagne del Gramigna!
giù le mani dalle lotte proletarie e rivoluzionarie!
estendere la solidarietà di classe e rivoluzionaria!

compagni/e contro la persecuzione
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sabato, luglio 07, 2007

Messaggio anonimo ricevuto dalla rivista "La Nemesi":

25.06.2007

Giugno 2007 - Da gennaio contro Zoolandia

Da quando e' stata lanciata la campagna contro la vendita di animali della catena emiliana di negozi Zoolandia molte cose sono cambiate.
L'intenzione e' sempre stata quella di creare il maggior danno e quanti piu' danni possibili per fermare la vendita di animali nonche' l'importazione di animali da paesi esotici o dall'Europa dell'est.
La rabbia e la determinazione che animano questa lotta stanno dando i primi risultati.
Con molta gioia comunichiamo la chiusura definitiva del negozio di via Da Torricella a Reggio Emilia.

Nei primi due mesi dell'anno abbiamo contato una media di un'azione diretta ogni 2 giorni. In seguito abbiamo preferito la "qualita'" rispetto alla quantita' per svariati motivi fra i quali la ricerca di un punto debole da attaccare.
Le costose telecamere installate in tutti i negozi non hanno fermato le azioni anche se molte di queste non sono state rivendicate.
Questa non e' una campagna partita a 1000 e destinata a spegnersi.

Ci e' gunta questa voce: "...le telecamere non li hanno fermati....avevano il volto coperto da passamontagna e hanno distrutto le vetrine con picconi e mazze... ogni volta il danno era di decine di migliaia di euro... con dei massi hanno piegato gli infissi delle vetrate antisfondamento... il tono delle scritte e delle lettere e' diventato col tempo sempre piu' minaccioso..."

Chiediamo a tutti di dare una spinta per la fine della vendita di animali nei negozi Zoolandia. Gli animali rinchiusi vi aspettano a: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, MOntecchio (RE), Carpi (MO) e Sassuolo (MO).

Ringraziamo di cuore chi ha dato il massimo da aprile e fara' il possibile in futuro per la liberazione animale.
Chi ha ben presente che gli animalisti devono liberare gli animali e non perdere tempo in cazzate tipo gli animalisti dovrebbero fumare o bere di piu' o di meno...
A chi c'e' sempre e non solo quando ha bisogno, a chi non ha mai girato le spalle e poi e' scappato...
A chi tiene duro e non si piega mai...
Dedichiamo ogni momento di felicita' agli animali che non siamo ancora riusciti a liberare ma che prima o poi tireremo fuori.

A.L.F. Ovunque / Siamo animali non compagni
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mercoledì, luglio 04, 2007




QUESTO "FESTIVAL" NON DEVE FARSI !!
sei diventata nera.com

MUOVIAMOCI, ATTIVIAMOCI

ANTIFA !!!!!


ciao a tutti
ricevo e inoltro con molto piacere.
questo il sito dell'iniziativa che i fasci vorrebbero organizzare a cagliari
sei diventata nera.com stranamente non mettono il posto i conigli.
è importante bloccare l'iniziativa di chiaro stampo neofascista.
ora e sempre resistenza.


Cari compagni
vengo a conoscenza di un'iniziativa neofascista in programma a
cagliari per il 4 di agosto. E' un concerto dal titolo "sei
diventata nera", e sul palco si alterneranno gruppi sardi e non (come il
milanese skoll, noto cantautore neonazista, che da anni calca i
palchi delle iniziative organizzate da fiamma tricolore o gruppi ad essa
contigui). L'evento è stato organizzato da Blocco Studentesco
Cagliari e Sardegna Skinheads, (www.sardegnaskinheads.com
http://web.tiscali.it/sardegnaskinheads/)
gruppi dei quali non ero a conoscienza, ma che pare risultino
piuttosto attivi. (Da quello che ho potuto capire è¨ una cosa
piuttosto grossa (è già pronto il manifesto, graficamente ben fatto e molto
esplicito - una donna con la pistola in mano e una celtica sulla
spalla - è già attivo un sito internet -
http://www.seidiventatanera.com - e già ad oggi si adoperano a
propagandare l'evento nei vari blog)
Chi pensava che la Sardegna fosse al riparo dai neofascismi deve
ricredersi. Da Forza Nuova a Fiamma Tricolore, sino ai vari
gruppuscoli più o meno istituzionalizzati il tentativo di costruirsi
un'agibilitòpolitica è¨ ormai palese. così¬ come è palese l'assenza
o l'irrilevanza di un serio discorso a riguardo da parte dei compagni
sardi.
Il quartiere, l'università , lo stadio o appunto la musica sono tutti
terreni dove i fascisti cercano di fare aggregazione, ed è¨ in
questicontesti che i compagni dovrebbero inserirsi maggiormente per
scardinare ogni tentativo delle nuove destre di riaffacciarsi.
Credo sia necessario innanzitutto iniziare immediatamente a muovere
qualsiasi meccanismo istituzionale atto a vietare il concerto.
Se questo non dovesse portare a nulla, sarà necessario aprire dei
momenti di dibattito atti a costruire una giornata di mobilitazione,
che abbia l'obiettivo di non permettere ai fascisti di essere
protagonisti, nemmeno per un giorno, della vita del nostro capoluogo.
I compagni sardi in continente stanno iniziando a parlarsi,i
prossimi passi saranno sentirsi tra le varie realtà sarde e iniziare a
discuterne.
Iniziamo a spargere la voce almeno in maniera informale,per poi
risentirci tutti con più¹ calma quando saremo liberi dagli impegni
universitari.
Un abbraccio a tutti i compagni...
Simone

NELLA MEMORIA L'ESEMPIO - NELLA LOTTA LA PRATICA
NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI!!!
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martedì, luglio 03, 2007

sito molto interessante per saperne di più sull'AIDS e HIV:

http://www.ilvirusinventato.it/

dopo aver letto nella fanzines Cerchio A un articolo sull'AIDS ho deciso di cercare anche io le mie notizie. Questo mi è parso uno dei siti più interessanti, ma come questo, per fortuna, ne stanno nascendo anche molti altri. robi

Segnalo inoltre questo blog ( http://pandemia.blog.tiscali.it/ ) ricchissimo di utili informazioni per salerne di più...

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lunedì, luglio 02, 2007

DAVIDE FABIO MARCO LIBERI! l'urgenza dell'antifascismo

Davide, Fabio e Marco sono agli arresti domiciliari da più di 15 giorni per aver partecipato ad una delle tante manifestazioni antifasciste che il movimento antagonista torinese oppone alle formazioni della destra in città. In questo caso quella che viene loro imputata è la partecipazione al presidio che impedì al Fuan di fare propaganda all’interno di Palazzo Nuovo, la sede delle facoltà umanistiche dell’università di Torino. La manifestazione, come tante altre volte serviva a negare gli spazi di agibilità politica alla destra, impedendogli di entrare all’università, andando a fare quello che le autorità accademiche e i gruppi della sinistra istituzionale di fatto favoriscono. E’ una pratica che portiamo avanti con metodo in città e pensiamo sia fondamento della cultura e della militanza antifascista. Anche in quell’occasione i camerati hanno dovuto escogitare un sistema per fare la comparsata, presentandosi prima dell’apertura dell’università accompagnati dalla polizia. Nonostante ciò un presidio di studenti antifascisti impedì loro la permanenza nell’atrio, scortati dalle forze dell’ordine sono usciti dalla sede come erano entrati. La questura però decise di contrastare l’iniziativa antifa, respingendo gli studenti con cariche che sono diventate storiche per la loro quasi unicità. Storiche perché forse non tutti sanno che le forze dell’ordine per entrare armate all’università devono avere un permesso dalle autorità accademiche, che oltretutto non ci fu. Quasi perché avvennero anche nel 1994 quando il solito movimento antagonista (incorreggibili!) impedì un convegno su Celine organizzato dalla destra radicale in un aula storica del movimento della Pantera.
Le forze dell’ordine quel giorno si esibirono in un uso della forza spregiudicato, caricando gli studenti dopo averne malmenati alcuni singolarmente, aggredendo anche due compagni dei Comunisti Italiani lasciandone uno a terra. Proseguì una caccia all’uomo e solo la ferma determinazione degli studenti impedì il proseguo dell’azione di polizia. Fin qui la cronaca della giornata con l’aggiunta di due denunce immediate per i compagni dei C.I. per resistenza, lesioni e violenza a pubblico ufficiale.
L’antifascismo è un termine molto usato dalla sinistra istituzionale per parlare della costituzione repubblicana, per ricordare la lotta di liberazione, per parlare di democrazia, ma in soldini viene usato per riempirsi la bocca di una gran bella parola. Perché ogni qualvolta che l’antifascismo diventa pratica effettiva, diviene militante e concreto, i “sinistri” si agitano, accusando le realtà che lo praticano di anti democrazia, di sopraffazione, di porsi fuori dal dialogo democratico e dalla civile convivenza. Poi se si esce dai binari della legalità, rivendicando e praticando il diritto alla resistenza non ne parliamo. Basti pensare che “UNI Libera”, l’associazione universitaria di Libera, l’associazione contro le mafie del Gruppo Abele, nello stesso pomeriggio aveva organizzato la presentazione delle liste universitarie con un democratico dibattito tra loro, la sinistra universitaria di “palazzo”, Comunione e Liberazione e i fascisti del Fuan. Non per dare un peso politico eccessivo a libera che non ce l’ha nell’università, ma è proprio questo che rappresenta il pensiero democratico e legalitario di questa sinistra, impegnata contro la mafie, paladina di una giustizia e di una legalità che stanno sempre e solo dalla parte dei poteri; convinta sostenitrice del dialogo tra realtà in comunicanti per scelta e natura.
Così, in questo contesto come molte altre volte va inserita l’iniziativa che ha portato agli arresti dei tre compagni, ad una sana pratica antifascista che solo gli antagonisti/e portano avanti, sobbarcandosi sulle spalle il peso dell’antifascismo nelle città. Eh si perché c’è anche questo da dire, gli antifascisti sono sempre in piazza per opporsi ad ogni forma di fascismo o intolleranza, i democratici non riescono neanche a scrivere un comunicato stampa che condanni le manifestazioni apertamente razziste e xenofobe. E la realtà odierna lo dimostra, la sicurezza nei quartieri e “bipartisan”, e molte volte è una gara tra le due fazioni su chi la intende più dura e intollerante. Nessuno prende in considerazione per scelta il terreno della sicurezza per quello che è, cioè un falso problema se così trattato. I quartieri con realtà sociali difficili, a volte anche invivibili non hanno bisogno di polizia o di giustizieri, hanno bisogno di servizi, di socialità, di basi e strumenti per riuscire a vivere in un modo diverso dal dover procacciarsi da che sopravvivere. Fermare quella guerra fra poveri che la micro illegalità produce è possibile solo con l’impegno, serio e concreto, e non con marcette o fiaccolate che ancora una volta aprono spazi alle destre. Le sfilate per la sicurezza a Torino infatti sono partecipate da opposti schieramenti di palazzo e sono divenute il lasciapassare per i fascisti di mettere fuori il naso dalle loro sedi e di sfoggiare tutto quel repertorio di razzismo e sfiga che in contesti come quelli trova persino consenso. Un consenso dato dalla sfiducia e dalla rabbia di cittadini esasperati e indirizzati come sempre contro il diverso, il vero problema!, dagli sceriffi del centro sinistra. Basti pensare che a Padova, Zanonato per combattere la criminalità ha sradicato tutte le panchine da un parco davanti all’università cittadina, estirpando il crimine!
E in questo contesto che è necessario l’antifascismo per impedire il proliferarsi di questa non cultura, per relegarla alla storia. Allo stesso tempo è necessaria quanto non mai una politica sociale e antistituzionale che sappia contrastare gli sceriffi del centro sinistra impegnati in una raccolta di consenso continua sulla pelle delle vittime delle loro politiche. E’ necessario investire sui valori antifascisti una volta in più di quanto non si faccia, perché non basta solo più contrastare le destre, serve impegnarsi per dare delle alternative ad una vita d’odio indirizzato su chi è messo peggio del cittadino modello. Serve immaginare altro, renderlo concreto, dare la possibilità a tutti non di cooperare contro falsi problemi, ma di contro cooperare ad un altro modo di vivere i quartieri e di indirizzare le responsabilità dei problemi sotto casa verso i veri responsabili che siedono in comode poltrone e non stanno agli angoli delle strade.
*********

Ultimi aggiornamenti:


AGGIORNAMENTO: Oggi, 28 giugno, si è svolta l'udienza del tribunale del riesame che dovrà decidere se mantenre o interrompere la misura cautelare degli arresti domiciliari per i compagni arrestati il 14 giugno scorso.
Per prima cosa uno degli arrestati ha letto una dichiarazione spontanea firmata da tutti e tre. In essa i compagni hanno affermato esplicitamente di esser stati a palazzo nuovo il 14 maggio per esprimere la loro adesione ai valori dell'antifascismo, che "devono avere piena cittadinanza all'interno dell'università, e ci danno ragione le centinaia di firme di studenti e docenti che chiedono la nostra immediata liberazione". In secondo luogo, gli arrestati hanno accusato la polizia di avere disperso il presidio antifascista con una carica priva di qualsiasi legittimità, e di essersi abbandonata ad azioni vergognose di violenza e a pestaggi nei confronti di studenti, studentesse e lavoratori inermi. Infine, hanno attaccato il pm Tatangelo, accusandolo di aver imbastito accuse destituite di ogni fondamento, e hanno qualificato come ingiusta la misura preventiva della loro detenzione.
Dopo gli arrestati ha preso la parola l'avvocato La Macchia, che ha smontato completamente le accuse rivolte dal pm e dal gip contro i compagni, mostrando anzitutto come i filmati della polizia restituiscano con evidenza l'attimo in cui i manganelli dei poliziotti si alzano e iniziano a colpire i manifestanti, ma come da esso non emergano elementi a carico dei tre indagati. Sono state rilevate dalla difesa anche palesi contraddizioni nelle dichiarazioni dei digos sul comportamento dei compagni.
Il Pm Tatangelo, durante la sua arringa, ha sostenuto l'importanza di prendere in considerazione non tanto i fatti occorsi il 14 maggio durante l'iniziativa antifascista svoltasi a Palazzo Nuovo, quanto piuttosto la pericolosità degli imputati. Tale pericolosità sarebbe aggravata dalla partecipazione degli indagati anche a manifestazioni contro il tav e contro il cpt di corso Brunelleschi a Torino. In sostanza, il pm spera di trovare nella corte del Tribunale della Libertà più un alleato politico che un collegio di giudici in quanto tale.
Davide, Fabio e Marco vengono indicati dal Pm come dei violenti, soggetti ad un forte pericolo di recidivanza, anche se tale recidivanza somiglia molto alla reiterazione di un reato politico di opinione, o all'appartenenza tout court alle aree antagoniste e all'Askatasuna. Tatangelo, infine, sostiene che la misura cautelare degli arresti domiciliari non vada affatto ad intaccare la loro vita privata, in quanto potranno continuare ad avere permessi per recarsi all'università, etc... Insomma, quasi quasi gli arrestati dovrebbero ringraziarlo!
Tutto ciò non fa altro che confermare la tesi che a essere messi sotto accusa non sono i fatti compiuti, ma la pratica quotidiana dell'antifascismo che Davide, Fabio e Marco, insieme a tutti noi, hanno sempre portato avanti.

Il tribunale del riesame ha 5 giorni a partire da oggi per emettere una sentenza.
Seguiranno aggiornamenti...

>>>>> Scarica in pdf l'articolo uscito su La Repubblica di venerdì 29 giugno
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sickpunx
venerdì, luglio 27, 2007

Esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni e alle compagne del cpo
Gramigna di Padova.
Lo sgombero di stamane del cpo Gramigna fa il paio con quello della
sede del Rdb di Vicenza dei giorni scorsi, con l'arresto di un
militante sindacale che ha resistito insieme agli altri lavoratori
allo sgombero. Ormai è chiaro che il ministro della repressione Amato
ha deciso fermamente di attaccare ogni forma di organizzazione e di
lotta proletaria che non si allinea alla cogestione delle politiche
antiproletarie dello stato da parte dei sindacati confederali, è
deciso a reprimere ogni forma di organizzazione e lotta che non si
integra con le logiche del mercato capitalistico. Il cpo Gramigna è un
esempio di organizzazione proletaria che lotta contro la
mercificazione del territorio, sempre presente nelle lotte per la
casa, sempre al fianco delle rivendicazioni dei lavoratori.
lo stabile secondo le notizie dei mass- media borghesi sarà restituito
a un istituto, che sicuramente non offrirà al quartiere e alla città
quello che hanno offerto finora chi è impegnato nelle lotte proletarie
sul territorio, e nella solidarietà con le lotte dei lavoratori.
Quello che offre lo stato borghese è ormai chiaro a tutti: tonnellate
di droghe per i giovani proletari, incentivi per la diffusione della
pedofilia, gli strupri per le donne, l'affamamento per migliaia di
lavoratori immigrati che sono arrivati in Italia con la prospettiva di
una vita migliore, insomma solo barbarie.
Gli sgomberi del Gramigna e della sede del Rdb di Vicenza vengono
attuati proprio alla vigilia dell'approvazione in parlamento
dell'ennesima riforma delle pensioni che sancisce l'innalzamento
dell'età pensionabile, come se non bastassero i 40 di sfruttamento che
ogni operaio e lavoratore deve subire nell'arco della propria vita
lavorativa.
Il centrosinistra che si sbandiera come governo amico dei lavoratori
ormai gioca a carte scoperte, si dimostra un governo antioperaio e
antipopolare, un governo che reprime chi vuole un mondo diverso da
quello basato sullo sfruttamento e sulle guerre.
Noi continueremo con forza ad affermare la giustezza delle lotte
proletarie e rivoluzionarie: quelle per i nostri diritti di proletari
e lavoratori, quelle per una società dove tutti possano usufruire
della ricchezza prodotta, dove i padroni non hanno più posto.

sosteniamo i compagni e le compagne del Gramigna!
giù le mani dalle lotte proletarie e rivoluzionarie!
estendere la solidarietà di classe e rivoluzionaria!

compagni/e contro la persecuzione
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sabato, luglio 07, 2007

Messaggio anonimo ricevuto dalla rivista "La Nemesi":

25.06.2007

Giugno 2007 - Da gennaio contro Zoolandia

Da quando e' stata lanciata la campagna contro la vendita di animali della catena emiliana di negozi Zoolandia molte cose sono cambiate.
L'intenzione e' sempre stata quella di creare il maggior danno e quanti piu' danni possibili per fermare la vendita di animali nonche' l'importazione di animali da paesi esotici o dall'Europa dell'est.
La rabbia e la determinazione che animano questa lotta stanno dando i primi risultati.
Con molta gioia comunichiamo la chiusura definitiva del negozio di via Da Torricella a Reggio Emilia.

Nei primi due mesi dell'anno abbiamo contato una media di un'azione diretta ogni 2 giorni. In seguito abbiamo preferito la "qualita'" rispetto alla quantita' per svariati motivi fra i quali la ricerca di un punto debole da attaccare.
Le costose telecamere installate in tutti i negozi non hanno fermato le azioni anche se molte di queste non sono state rivendicate.
Questa non e' una campagna partita a 1000 e destinata a spegnersi.

Ci e' gunta questa voce: "...le telecamere non li hanno fermati....avevano il volto coperto da passamontagna e hanno distrutto le vetrine con picconi e mazze... ogni volta il danno era di decine di migliaia di euro... con dei massi hanno piegato gli infissi delle vetrate antisfondamento... il tono delle scritte e delle lettere e' diventato col tempo sempre piu' minaccioso..."

Chiediamo a tutti di dare una spinta per la fine della vendita di animali nei negozi Zoolandia. Gli animali rinchiusi vi aspettano a: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, MOntecchio (RE), Carpi (MO) e Sassuolo (MO).

Ringraziamo di cuore chi ha dato il massimo da aprile e fara' il possibile in futuro per la liberazione animale.
Chi ha ben presente che gli animalisti devono liberare gli animali e non perdere tempo in cazzate tipo gli animalisti dovrebbero fumare o bere di piu' o di meno...
A chi c'e' sempre e non solo quando ha bisogno, a chi non ha mai girato le spalle e poi e' scappato...
A chi tiene duro e non si piega mai...
Dedichiamo ogni momento di felicita' agli animali che non siamo ancora riusciti a liberare ma che prima o poi tireremo fuori.

A.L.F. Ovunque / Siamo animali non compagni
postato da: sickpunx alle ore 14:06 | link | commenti
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mercoledì, luglio 04, 2007




QUESTO "FESTIVAL" NON DEVE FARSI !!
sei diventata nera.com

MUOVIAMOCI, ATTIVIAMOCI

ANTIFA !!!!!


ciao a tutti
ricevo e inoltro con molto piacere.
questo il sito dell'iniziativa che i fasci vorrebbero organizzare a cagliari
sei diventata nera.com stranamente non mettono il posto i conigli.
è importante bloccare l'iniziativa di chiaro stampo neofascista.
ora e sempre resistenza.


Cari compagni
vengo a conoscenza di un'iniziativa neofascista in programma a
cagliari per il 4 di agosto. E' un concerto dal titolo "sei
diventata nera", e sul palco si alterneranno gruppi sardi e non (come il
milanese skoll, noto cantautore neonazista, che da anni calca i
palchi delle iniziative organizzate da fiamma tricolore o gruppi ad essa
contigui). L'evento è stato organizzato da Blocco Studentesco
Cagliari e Sardegna Skinheads, (www.sardegnaskinheads.com
http://web.tiscali.it/sardegnaskinheads/)
gruppi dei quali non ero a conoscienza, ma che pare risultino
piuttosto attivi. (Da quello che ho potuto capire è¨ una cosa
piuttosto grossa (è già pronto il manifesto, graficamente ben fatto e molto
esplicito - una donna con la pistola in mano e una celtica sulla
spalla - è già attivo un sito internet -
http://www.seidiventatanera.com - e già ad oggi si adoperano a
propagandare l'evento nei vari blog)
Chi pensava che la Sardegna fosse al riparo dai neofascismi deve
ricredersi. Da Forza Nuova a Fiamma Tricolore, sino ai vari
gruppuscoli più o meno istituzionalizzati il tentativo di costruirsi
un'agibilitòpolitica è¨ ormai palese. così¬ come è palese l'assenza
o l'irrilevanza di un serio discorso a riguardo da parte dei compagni
sardi.
Il quartiere, l'università , lo stadio o appunto la musica sono tutti
terreni dove i fascisti cercano di fare aggregazione, ed è¨ in
questicontesti che i compagni dovrebbero inserirsi maggiormente per
scardinare ogni tentativo delle nuove destre di riaffacciarsi.
Credo sia necessario innanzitutto iniziare immediatamente a muovere
qualsiasi meccanismo istituzionale atto a vietare il concerto.
Se questo non dovesse portare a nulla, sarà necessario aprire dei
momenti di dibattito atti a costruire una giornata di mobilitazione,
che abbia l'obiettivo di non permettere ai fascisti di essere
protagonisti, nemmeno per un giorno, della vita del nostro capoluogo.
I compagni sardi in continente stanno iniziando a parlarsi,i
prossimi passi saranno sentirsi tra le varie realtà sarde e iniziare a
discuterne.
Iniziamo a spargere la voce almeno in maniera informale,per poi
risentirci tutti con più¹ calma quando saremo liberi dagli impegni
universitari.
Un abbraccio a tutti i compagni...
Simone

NELLA MEMORIA L'ESEMPIO - NELLA LOTTA LA PRATICA
NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI!!!
postato da: sickpunx alle ore 15:41 | link | commenti
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martedì, luglio 03, 2007

sito molto interessante per saperne di più sull'AIDS e HIV:

http://www.ilvirusinventato.it/

dopo aver letto nella fanzines Cerchio A un articolo sull'AIDS ho deciso di cercare anche io le mie notizie. Questo mi è parso uno dei siti più interessanti, ma come questo, per fortuna, ne stanno nascendo anche molti altri. robi

Segnalo inoltre questo blog ( http://pandemia.blog.tiscali.it/ ) ricchissimo di utili informazioni per salerne di più...

postato da: sickpunx alle ore 11:50 | link | commenti
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lunedì, luglio 02, 2007

DAVIDE FABIO MARCO LIBERI! l'urgenza dell'antifascismo

Davide, Fabio e Marco sono agli arresti domiciliari da più di 15 giorni per aver partecipato ad una delle tante manifestazioni antifasciste che il movimento antagonista torinese oppone alle formazioni della destra in città. In questo caso quella che viene loro imputata è la partecipazione al presidio che impedì al Fuan di fare propaganda all’interno di Palazzo Nuovo, la sede delle facoltà umanistiche dell’università di Torino. La manifestazione, come tante altre volte serviva a negare gli spazi di agibilità politica alla destra, impedendogli di entrare all’università, andando a fare quello che le autorità accademiche e i gruppi della sinistra istituzionale di fatto favoriscono. E’ una pratica che portiamo avanti con metodo in città e pensiamo sia fondamento della cultura e della militanza antifascista. Anche in quell’occasione i camerati hanno dovuto escogitare un sistema per fare la comparsata, presentandosi prima dell’apertura dell’università accompagnati dalla polizia. Nonostante ciò un presidio di studenti antifascisti impedì loro la permanenza nell’atrio, scortati dalle forze dell’ordine sono usciti dalla sede come erano entrati. La questura però decise di contrastare l’iniziativa antifa, respingendo gli studenti con cariche che sono diventate storiche per la loro quasi unicità. Storiche perché forse non tutti sanno che le forze dell’ordine per entrare armate all’università devono avere un permesso dalle autorità accademiche, che oltretutto non ci fu. Quasi perché avvennero anche nel 1994 quando il solito movimento antagonista (incorreggibili!) impedì un convegno su Celine organizzato dalla destra radicale in un aula storica del movimento della Pantera.
Le forze dell’ordine quel giorno si esibirono in un uso della forza spregiudicato, caricando gli studenti dopo averne malmenati alcuni singolarmente, aggredendo anche due compagni dei Comunisti Italiani lasciandone uno a terra. Proseguì una caccia all’uomo e solo la ferma determinazione degli studenti impedì il proseguo dell’azione di polizia. Fin qui la cronaca della giornata con l’aggiunta di due denunce immediate per i compagni dei C.I. per resistenza, lesioni e violenza a pubblico ufficiale.
L’antifascismo è un termine molto usato dalla sinistra istituzionale per parlare della costituzione repubblicana, per ricordare la lotta di liberazione, per parlare di democrazia, ma in soldini viene usato per riempirsi la bocca di una gran bella parola. Perché ogni qualvolta che l’antifascismo diventa pratica effettiva, diviene militante e concreto, i “sinistri” si agitano, accusando le realtà che lo praticano di anti democrazia, di sopraffazione, di porsi fuori dal dialogo democratico e dalla civile convivenza. Poi se si esce dai binari della legalità, rivendicando e praticando il diritto alla resistenza non ne parliamo. Basti pensare che “UNI Libera”, l’associazione universitaria di Libera, l’associazione contro le mafie del Gruppo Abele, nello stesso pomeriggio aveva organizzato la presentazione delle liste universitarie con un democratico dibattito tra loro, la sinistra universitaria di “palazzo”, Comunione e Liberazione e i fascisti del Fuan. Non per dare un peso politico eccessivo a libera che non ce l’ha nell’università, ma è proprio questo che rappresenta il pensiero democratico e legalitario di questa sinistra, impegnata contro la mafie, paladina di una giustizia e di una legalità che stanno sempre e solo dalla parte dei poteri; convinta sostenitrice del dialogo tra realtà in comunicanti per scelta e natura.
Così, in questo contesto come molte altre volte va inserita l’iniziativa che ha portato agli arresti dei tre compagni, ad una sana pratica antifascista che solo gli antagonisti/e portano avanti, sobbarcandosi sulle spalle il peso dell’antifascismo nelle città. Eh si perché c’è anche questo da dire, gli antifascisti sono sempre in piazza per opporsi ad ogni forma di fascismo o intolleranza, i democratici non riescono neanche a scrivere un comunicato stampa che condanni le manifestazioni apertamente razziste e xenofobe. E la realtà odierna lo dimostra, la sicurezza nei quartieri e “bipartisan”, e molte volte è una gara tra le due fazioni su chi la intende più dura e intollerante. Nessuno prende in considerazione per scelta il terreno della sicurezza per quello che è, cioè un falso problema se così trattato. I quartieri con realtà sociali difficili, a volte anche invivibili non hanno bisogno di polizia o di giustizieri, hanno bisogno di servizi, di socialità, di basi e strumenti per riuscire a vivere in un modo diverso dal dover procacciarsi da che sopravvivere. Fermare quella guerra fra poveri che la micro illegalità produce è possibile solo con l’impegno, serio e concreto, e non con marcette o fiaccolate che ancora una volta aprono spazi alle destre. Le sfilate per la sicurezza a Torino infatti sono partecipate da opposti schieramenti di palazzo e sono divenute il lasciapassare per i fascisti di mettere fuori il naso dalle loro sedi e di sfoggiare tutto quel repertorio di razzismo e sfiga che in contesti come quelli trova persino consenso. Un consenso dato dalla sfiducia e dalla rabbia di cittadini esasperati e indirizzati come sempre contro il diverso, il vero problema!, dagli sceriffi del centro sinistra. Basti pensare che a Padova, Zanonato per combattere la criminalità ha sradicato tutte le panchine da un parco davanti all’università cittadina, estirpando il crimine!
E in questo contesto che è necessario l’antifascismo per impedire il proliferarsi di questa non cultura, per relegarla alla storia. Allo stesso tempo è necessaria quanto non mai una politica sociale e antistituzionale che sappia contrastare gli sceriffi del centro sinistra impegnati in una raccolta di consenso continua sulla pelle delle vittime delle loro politiche. E’ necessario investire sui valori antifascisti una volta in più di quanto non si faccia, perché non basta solo più contrastare le destre, serve impegnarsi per dare delle alternative ad una vita d’odio indirizzato su chi è messo peggio del cittadino modello. Serve immaginare altro, renderlo concreto, dare la possibilità a tutti non di cooperare contro falsi problemi, ma di contro cooperare ad un altro modo di vivere i quartieri e di indirizzare le responsabilità dei problemi sotto casa verso i veri responsabili che siedono in comode poltrone e non stanno agli angoli delle strade.
*********

Ultimi aggiornamenti:


AGGIORNAMENTO: Oggi, 28 giugno, si è svolta l'udienza del tribunale del riesame che dovrà decidere se mantenre o interrompere la misura cautelare degli arresti domiciliari per i compagni arrestati il 14 giugno scorso.
Per prima cosa uno degli arrestati ha letto una dichiarazione spontanea firmata da tutti e tre. In essa i compagni hanno affermato esplicitamente di esser stati a palazzo nuovo il 14 maggio per esprimere la loro adesione ai valori dell'antifascismo, che "devono avere piena cittadinanza all'interno dell'università, e ci danno ragione le centinaia di firme di studenti e docenti che chiedono la nostra immediata liberazione". In secondo luogo, gli arrestati hanno accusato la polizia di avere disperso il presidio antifascista con una carica priva di qualsiasi legittimità, e di essersi abbandonata ad azioni vergognose di violenza e a pestaggi nei confronti di studenti, studentesse e lavoratori inermi. Infine, hanno attaccato il pm Tatangelo, accusandolo di aver imbastito accuse destituite di ogni fondamento, e hanno qualificato come ingiusta la misura preventiva della loro detenzione.
Dopo gli arrestati ha preso la parola l'avvocato La Macchia, che ha smontato completamente le accuse rivolte dal pm e dal gip contro i compagni, mostrando anzitutto come i filmati della polizia restituiscano con evidenza l'attimo in cui i manganelli dei poliziotti si alzano e iniziano a colpire i manifestanti, ma come da esso non emergano elementi a carico dei tre indagati. Sono state rilevate dalla difesa anche palesi contraddizioni nelle dichiarazioni dei digos sul comportamento dei compagni.
Il Pm Tatangelo, durante la sua arringa, ha sostenuto l'importanza di prendere in considerazione non tanto i fatti occorsi il 14 maggio durante l'iniziativa antifascista svoltasi a Palazzo Nuovo, quanto piuttosto la pericolosità degli imputati. Tale pericolosità sarebbe aggravata dalla partecipazione degli indagati anche a manifestazioni contro il tav e contro il cpt di corso Brunelleschi a Torino. In sostanza, il pm spera di trovare nella corte del Tribunale della Libertà più un alleato politico che un collegio di giudici in quanto tale.
Davide, Fabio e Marco vengono indicati dal Pm come dei violenti, soggetti ad un forte pericolo di recidivanza, anche se tale recidivanza somiglia molto alla reiterazione di un reato politico di opinione, o all'appartenenza tout court alle aree antagoniste e all'Askatasuna. Tatangelo, infine, sostiene che la misura cautelare degli arresti domiciliari non vada affatto ad intaccare la loro vita privata, in quanto potranno continuare ad avere permessi per recarsi all'università, etc... Insomma, quasi quasi gli arrestati dovrebbero ringraziarlo!
Tutto ciò non fa altro che confermare la tesi che a essere messi sotto accusa non sono i fatti compiuti, ma la pratica quotidiana dell'antifascismo che Davide, Fabio e Marco, insieme a tutti noi, hanno sempre portato avanti.

Il tribunale del riesame ha 5 giorni a partire da oggi per emettere una sentenza.
Seguiranno aggiornamenti...

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sickpunx
venerdì, luglio 27, 2007

Esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni e alle compagne del cpo
Gramigna di Padova.
Lo sgombero di stamane del cpo Gramigna fa il paio con quello della
sede del Rdb di Vicenza dei giorni scorsi, con l'arresto di un
militante sindacale che ha resistito insieme agli altri lavoratori
allo sgombero. Ormai è chiaro che il ministro della repressione Amato
ha deciso fermamente di attaccare ogni forma di organizzazione e di
lotta proletaria che non si allinea alla cogestione delle politiche
antiproletarie dello stato da parte dei sindacati confederali, è
deciso a reprimere ogni forma di organizzazione e lotta che non si
integra con le logiche del mercato capitalistico. Il cpo Gramigna è un
esempio di organizzazione proletaria che lotta contro la
mercificazione del territorio, sempre presente nelle lotte per la
casa, sempre al fianco delle rivendicazioni dei lavoratori.
lo stabile secondo le notizie dei mass- media borghesi sarà restituito
a un istituto, che sicuramente non offrirà al quartiere e alla città
quello che hanno offerto finora chi è impegnato nelle lotte proletarie
sul territorio, e nella solidarietà con le lotte dei lavoratori.
Quello che offre lo stato borghese è ormai chiaro a tutti: tonnellate
di droghe per i giovani proletari, incentivi per la diffusione della
pedofilia, gli strupri per le donne, l'affamamento per migliaia di
lavoratori immigrati che sono arrivati in Italia con la prospettiva di
una vita migliore, insomma solo barbarie.
Gli sgomberi del Gramigna e della sede del Rdb di Vicenza vengono
attuati proprio alla vigilia dell'approvazione in parlamento
dell'ennesima riforma delle pensioni che sancisce l'innalzamento
dell'età pensionabile, come se non bastassero i 40 di sfruttamento che
ogni operaio e lavoratore deve subire nell'arco della propria vita
lavorativa.
Il centrosinistra che si sbandiera come governo amico dei lavoratori
ormai gioca a carte scoperte, si dimostra un governo antioperaio e
antipopolare, un governo che reprime chi vuole un mondo diverso da
quello basato sullo sfruttamento e sulle guerre.
Noi continueremo con forza ad affermare la giustezza delle lotte
proletarie e rivoluzionarie: quelle per i nostri diritti di proletari
e lavoratori, quelle per una società dove tutti possano usufruire
della ricchezza prodotta, dove i padroni non hanno più posto.

sosteniamo i compagni e le compagne del Gramigna!
giù le mani dalle lotte proletarie e rivoluzionarie!
estendere la solidarietà di classe e rivoluzionaria!

compagni/e contro la persecuzione
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sabato, luglio 07, 2007

Messaggio anonimo ricevuto dalla rivista "La Nemesi":

25.06.2007

Giugno 2007 - Da gennaio contro Zoolandia

Da quando e' stata lanciata la campagna contro la vendita di animali della catena emiliana di negozi Zoolandia molte cose sono cambiate.
L'intenzione e' sempre stata quella di creare il maggior danno e quanti piu' danni possibili per fermare la vendita di animali nonche' l'importazione di animali da paesi esotici o dall'Europa dell'est.
La rabbia e la determinazione che animano questa lotta stanno dando i primi risultati.
Con molta gioia comunichiamo la chiusura definitiva del negozio di via Da Torricella a Reggio Emilia.

Nei primi due mesi dell'anno abbiamo contato una media di un'azione diretta ogni 2 giorni. In seguito abbiamo preferito la "qualita'" rispetto alla quantita' per svariati motivi fra i quali la ricerca di un punto debole da attaccare.
Le costose telecamere installate in tutti i negozi non hanno fermato le azioni anche se molte di queste non sono state rivendicate.
Questa non e' una campagna partita a 1000 e destinata a spegnersi.

Ci e' gunta questa voce: "...le telecamere non li hanno fermati....avevano il volto coperto da passamontagna e hanno distrutto le vetrine con picconi e mazze... ogni volta il danno era di decine di migliaia di euro... con dei massi hanno piegato gli infissi delle vetrate antisfondamento... il tono delle scritte e delle lettere e' diventato col tempo sempre piu' minaccioso..."

Chiediamo a tutti di dare una spinta per la fine della vendita di animali nei negozi Zoolandia. Gli animali rinchiusi vi aspettano a: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, MOntecchio (RE), Carpi (MO) e Sassuolo (MO).

Ringraziamo di cuore chi ha dato il massimo da aprile e fara' il possibile in futuro per la liberazione animale.
Chi ha ben presente che gli animalisti devono liberare gli animali e non perdere tempo in cazzate tipo gli animalisti dovrebbero fumare o bere di piu' o di meno...
A chi c'e' sempre e non solo quando ha bisogno, a chi non ha mai girato le spalle e poi e' scappato...
A chi tiene duro e non si piega mai...
Dedichiamo ogni momento di felicita' agli animali che non siamo ancora riusciti a liberare ma che prima o poi tireremo fuori.

A.L.F. Ovunque / Siamo animali non compagni
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mercoledì, luglio 04, 2007




QUESTO "FESTIVAL" NON DEVE FARSI !!
sei diventata nera.com

MUOVIAMOCI, ATTIVIAMOCI

ANTIFA !!!!!


ciao a tutti
ricevo e inoltro con molto piacere.
questo il sito dell'iniziativa che i fasci vorrebbero organizzare a cagliari
sei diventata nera.com stranamente non mettono il posto i conigli.
è importante bloccare l'iniziativa di chiaro stampo neofascista.
ora e sempre resistenza.


Cari compagni
vengo a conoscenza di un'iniziativa neofascista in programma a
cagliari per il 4 di agosto. E' un concerto dal titolo "sei
diventata nera", e sul palco si alterneranno gruppi sardi e non (come il
milanese skoll, noto cantautore neonazista, che da anni calca i
palchi delle iniziative organizzate da fiamma tricolore o gruppi ad essa
contigui). L'evento è stato organizzato da Blocco Studentesco
Cagliari e Sardegna Skinheads, (www.sardegnaskinheads.com
http://web.tiscali.it/sardegnaskinheads/)
gruppi dei quali non ero a conoscienza, ma che pare risultino
piuttosto attivi. (Da quello che ho potuto capire è¨ una cosa
piuttosto grossa (è già pronto il manifesto, graficamente ben fatto e molto
esplicito - una donna con la pistola in mano e una celtica sulla
spalla - è già attivo un sito internet -
http://www.seidiventatanera.com - e già ad oggi si adoperano a
propagandare l'evento nei vari blog)
Chi pensava che la Sardegna fosse al riparo dai neofascismi deve
ricredersi. Da Forza Nuova a Fiamma Tricolore, sino ai vari
gruppuscoli più o meno istituzionalizzati il tentativo di costruirsi
un'agibilitòpolitica è¨ ormai palese. così¬ come è palese l'assenza
o l'irrilevanza di un serio discorso a riguardo da parte dei compagni
sardi.
Il quartiere, l'università , lo stadio o appunto la musica sono tutti
terreni dove i fascisti cercano di fare aggregazione, ed è¨ in
questicontesti che i compagni dovrebbero inserirsi maggiormente per
scardinare ogni tentativo delle nuove destre di riaffacciarsi.
Credo sia necessario innanzitutto iniziare immediatamente a muovere
qualsiasi meccanismo istituzionale atto a vietare il concerto.
Se questo non dovesse portare a nulla, sarà necessario aprire dei
momenti di dibattito atti a costruire una giornata di mobilitazione,
che abbia l'obiettivo di non permettere ai fascisti di essere
protagonisti, nemmeno per un giorno, della vita del nostro capoluogo.
I compagni sardi in continente stanno iniziando a parlarsi,i
prossimi passi saranno sentirsi tra le varie realtà sarde e iniziare a
discuterne.
Iniziamo a spargere la voce almeno in maniera informale,per poi
risentirci tutti con più¹ calma quando saremo liberi dagli impegni
universitari.
Un abbraccio a tutti i compagni...
Simone

NELLA MEMORIA L'ESEMPIO - NELLA LOTTA LA PRATICA
NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI!!!
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martedì, luglio 03, 2007

sito molto interessante per saperne di più sull'AIDS e HIV:

http://www.ilvirusinventato.it/

dopo aver letto nella fanzines Cerchio A un articolo sull'AIDS ho deciso di cercare anche io le mie notizie. Questo mi è parso uno dei siti più interessanti, ma come questo, per fortuna, ne stanno nascendo anche molti altri. robi

Segnalo inoltre questo blog ( http://pandemia.blog.tiscali.it/ ) ricchissimo di utili informazioni per salerne di più...

postato da: sickpunx alle ore 11:50 | link | commenti
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lunedì, luglio 02, 2007

DAVIDE FABIO MARCO LIBERI! l'urgenza dell'antifascismo

Davide, Fabio e Marco sono agli arresti domiciliari da più di 15 giorni per aver partecipato ad una delle tante manifestazioni antifasciste che il movimento antagonista torinese oppone alle formazioni della destra in città. In questo caso quella che viene loro imputata è la partecipazione al presidio che impedì al Fuan di fare propaganda all’interno di Palazzo Nuovo, la sede delle facoltà umanistiche dell’università di Torino. La manifestazione, come tante altre volte serviva a negare gli spazi di agibilità politica alla destra, impedendogli di entrare all’università, andando a fare quello che le autorità accademiche e i gruppi della sinistra istituzionale di fatto favoriscono. E’ una pratica che portiamo avanti con metodo in città e pensiamo sia fondamento della cultura e della militanza antifascista. Anche in quell’occasione i camerati hanno dovuto escogitare un sistema per fare la comparsata, presentandosi prima dell’apertura dell’università accompagnati dalla polizia. Nonostante ciò un presidio di studenti antifascisti impedì loro la permanenza nell’atrio, scortati dalle forze dell’ordine sono usciti dalla sede come erano entrati. La questura però decise di contrastare l’iniziativa antifa, respingendo gli studenti con cariche che sono diventate storiche per la loro quasi unicità. Storiche perché forse non tutti sanno che le forze dell’ordine per entrare armate all’università devono avere un permesso dalle autorità accademiche, che oltretutto non ci fu. Quasi perché avvennero anche nel 1994 quando il solito movimento antagonista (incorreggibili!) impedì un convegno su Celine organizzato dalla destra radicale in un aula storica del movimento della Pantera.
Le forze dell’ordine quel giorno si esibirono in un uso della forza spregiudicato, caricando gli studenti dopo averne malmenati alcuni singolarmente, aggredendo anche due compagni dei Comunisti Italiani lasciandone uno a terra. Proseguì una caccia all’uomo e solo la ferma determinazione degli studenti impedì il proseguo dell’azione di polizia. Fin qui la cronaca della giornata con l’aggiunta di due denunce immediate per i compagni dei C.I. per resistenza, lesioni e violenza a pubblico ufficiale.
L’antifascismo è un termine molto usato dalla sinistra istituzionale per parlare della costituzione repubblicana, per ricordare la lotta di liberazione, per parlare di democrazia, ma in soldini viene usato per riempirsi la bocca di una gran bella parola. Perché ogni qualvolta che l’antifascismo diventa pratica effettiva, diviene militante e concreto, i “sinistri” si agitano, accusando le realtà che lo praticano di anti democrazia, di sopraffazione, di porsi fuori dal dialogo democratico e dalla civile convivenza. Poi se si esce dai binari della legalità, rivendicando e praticando il diritto alla resistenza non ne parliamo. Basti pensare che “UNI Libera”, l’associazione universitaria di Libera, l’associazione contro le mafie del Gruppo Abele, nello stesso pomeriggio aveva organizzato la presentazione delle liste universitarie con un democratico dibattito tra loro, la sinistra universitaria di “palazzo”, Comunione e Liberazione e i fascisti del Fuan. Non per dare un peso politico eccessivo a libera che non ce l’ha nell’università, ma è proprio questo che rappresenta il pensiero democratico e legalitario di questa sinistra, impegnata contro la mafie, paladina di una giustizia e di una legalità che stanno sempre e solo dalla parte dei poteri; convinta sostenitrice del dialogo tra realtà in comunicanti per scelta e natura.
Così, in questo contesto come molte altre volte va inserita l’iniziativa che ha portato agli arresti dei tre compagni, ad una sana pratica antifascista che solo gli antagonisti/e portano avanti, sobbarcandosi sulle spalle il peso dell’antifascismo nelle città. Eh si perché c’è anche questo da dire, gli antifascisti sono sempre in piazza per opporsi ad ogni forma di fascismo o intolleranza, i democratici non riescono neanche a scrivere un comunicato stampa che condanni le manifestazioni apertamente razziste e xenofobe. E la realtà odierna lo dimostra, la sicurezza nei quartieri e “bipartisan”, e molte volte è una gara tra le due fazioni su chi la intende più dura e intollerante. Nessuno prende in considerazione per scelta il terreno della sicurezza per quello che è, cioè un falso problema se così trattato. I quartieri con realtà sociali difficili, a volte anche invivibili non hanno bisogno di polizia o di giustizieri, hanno bisogno di servizi, di socialità, di basi e strumenti per riuscire a vivere in un modo diverso dal dover procacciarsi da che sopravvivere. Fermare quella guerra fra poveri che la micro illegalità produce è possibile solo con l’impegno, serio e concreto, e non con marcette o fiaccolate che ancora una volta aprono spazi alle destre. Le sfilate per la sicurezza a Torino infatti sono partecipate da opposti schieramenti di palazzo e sono divenute il lasciapassare per i fascisti di mettere fuori il naso dalle loro sedi e di sfoggiare tutto quel repertorio di razzismo e sfiga che in contesti come quelli trova persino consenso. Un consenso dato dalla sfiducia e dalla rabbia di cittadini esasperati e indirizzati come sempre contro il diverso, il vero problema!, dagli sceriffi del centro sinistra. Basti pensare che a Padova, Zanonato per combattere la criminalità ha sradicato tutte le panchine da un parco davanti all’università cittadina, estirpando il crimine!
E in questo contesto che è necessario l’antifascismo per impedire il proliferarsi di questa non cultura, per relegarla alla storia. Allo stesso tempo è necessaria quanto non mai una politica sociale e antistituzionale che sappia contrastare gli sceriffi del centro sinistra impegnati in una raccolta di consenso continua sulla pelle delle vittime delle loro politiche. E’ necessario investire sui valori antifascisti una volta in più di quanto non si faccia, perché non basta solo più contrastare le destre, serve impegnarsi per dare delle alternative ad una vita d’odio indirizzato su chi è messo peggio del cittadino modello. Serve immaginare altro, renderlo concreto, dare la possibilità a tutti non di cooperare contro falsi problemi, ma di contro cooperare ad un altro modo di vivere i quartieri e di indirizzare le responsabilità dei problemi sotto casa verso i veri responsabili che siedono in comode poltrone e non stanno agli angoli delle strade.
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Ultimi aggiornamenti:


AGGIORNAMENTO: Oggi, 28 giugno, si è svolta l'udienza del tribunale del riesame che dovrà decidere se mantenre o interrompere la misura cautelare degli arresti domiciliari per i compagni arrestati il 14 giugno scorso.
Per prima cosa uno degli arrestati ha letto una dichiarazione spontanea firmata da tutti e tre. In essa i compagni hanno affermato esplicitamente di esser stati a palazzo nuovo il 14 maggio per esprimere la loro adesione ai valori dell'antifascismo, che "devono avere piena cittadinanza all'interno dell'università, e ci danno ragione le centinaia di firme di studenti e docenti che chiedono la nostra immediata liberazione". In secondo luogo, gli arrestati hanno accusato la polizia di avere disperso il presidio antifascista con una carica priva di qualsiasi legittimità, e di essersi abbandonata ad azioni vergognose di violenza e a pestaggi nei confronti di studenti, studentesse e lavoratori inermi. Infine, hanno attaccato il pm Tatangelo, accusandolo di aver imbastito accuse destituite di ogni fondamento, e hanno qualificato come ingiusta la misura preventiva della loro detenzione.
Dopo gli arrestati ha preso la parola l'avvocato La Macchia, che ha smontato completamente le accuse rivolte dal pm e dal gip contro i compagni, mostrando anzitutto come i filmati della polizia restituiscano con evidenza l'attimo in cui i manganelli dei poliziotti si alzano e iniziano a colpire i manifestanti, ma come da esso non emergano elementi a carico dei tre indagati. Sono state rilevate dalla difesa anche palesi contraddizioni nelle dichiarazioni dei digos sul comportamento dei compagni.
Il Pm Tatangelo, durante la sua arringa, ha sostenuto l'importanza di prendere in considerazione non tanto i fatti occorsi il 14 maggio durante l'iniziativa antifascista svoltasi a Palazzo Nuovo, quanto piuttosto la pericolosità degli imputati. Tale pericolosità sarebbe aggravata dalla partecipazione degli indagati anche a manifestazioni contro il tav e contro il cpt di corso Brunelleschi a Torino. In sostanza, il pm spera di trovare nella corte del Tribunale della Libertà più un alleato politico che un collegio di giudici in quanto tale.
Davide, Fabio e Marco vengono indicati dal Pm come dei violenti, soggetti ad un forte pericolo di recidivanza, anche se tale recidivanza somiglia molto alla reiterazione di un reato politico di opinione, o all'appartenenza tout court alle aree antagoniste e all'Askatasuna. Tatangelo, infine, sostiene che la misura cautelare degli arresti domiciliari non vada affatto ad intaccare la loro vita privata, in quanto potranno continuare ad avere permessi per recarsi all'università, etc... Insomma, quasi quasi gli arrestati dovrebbero ringraziarlo!
Tutto ciò non fa altro che confermare la tesi che a essere messi sotto accusa non sono i fatti compiuti, ma la pratica quotidiana dell'antifascismo che Davide, Fabio e Marco, insieme a tutti noi, hanno sempre portato avanti.

Il tribunale del riesame ha 5 giorni a partire da oggi per emettere una sentenza.
Seguiranno aggiornamenti...

>>>>> Scarica in pdf l'articolo uscito su La Repubblica di venerdì 29 giugno
postato da: sickpunx alle ore 14:53 | link | commenti (1)
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